MENU CHIUDI

DALLA SVIZZERA ALLE STELLE: LA STAMPA 3D DI SINTRATEC DIVENTA SUPERSONICA.

Il team EULER punta (davvero) in alto, costruendo il primo razzo supersonico elvetico. Per lo sviluppo delle parti ha utilizzato anche la tecnologia di stampa 3D sinterizzazione laser selettiva (SLS); fornita da Sintratec.

Il consorzio interdisciplinare ARIS, che raccoglie studenti e ricercatori di vario provenienza tecnica e scientifica, è uno dei principali attori svizzeri nel campo dell’aerospaziale. Il progetto missilistico “EULER 2020” – guidato dal fisico Michael Kerschbaum – è pronto a portare un razzo a 10.000 metri, ma i test che si sarebbero dovuti tenere in New Mexico nell’ambito SPAC (Spaceport America Cup)sono stati rinviati causa Covid.

Il team EULER

In una situazione complicata da un accesso limitato ai metodi di produzione industriale e ai finanziamenti, le soluzioni di manifattura additiva si sono rivelate adatte a costruire prototipi ed altra componentistica. Il vantaggio principale è flessibilità in fase di progettazione e di verifica funzionale; “abbiamo ideato, sviluppato, stampato e installato a bordo un supporto per il computer nel gito di pochi giorni”, spiega Kerschbaum.

Oltre all’interno, dove i requisiti meccanici dei componenti non sono esasperati, alcuni componenti stampati in 3D sono stati applicati anche all’esterno del razzo, quindi sono stati ottimizzati aerodinamicamente nella forma e verificati nella resistenza alle forze estreme incontrate durante il decollo. Per esempio i Launch Lugs, «cruciali perché mantengono il missile nei binario di lancio durante i primi istanti della propulsione».

Il produttore svizzero di stampanti 3D SLS Sintratec si è offerto di produrre queste parti con il sistema “S2”. Nelle prove di lancio effettuate le alette hanno resistito senza problemi. Kerschbaum è convinto della qualità ottenuta: «La tecnologia Sintratec consente flessibilità nella produzione e leggerezza dei pezzi, fattori decisivi nel settore aerospaziale.»

I pezzi stampanti in 3D

Per il vero volo supersonico del razzo si aspettano ora condizioni migliori; ma i risultati sono confortanti e le mire ambiziose: «Entro il 2029, vorremmo essere i primi universitari svizzeri a inviare qualcosa in orbita terrestre», spera il portavoce.

In bocca al lupo, ragazzi! Anche noi auguriamo a voi ed alla stampa 3D di continuare a volare alto…